|
|
|
LE ANTICHE CREDENZE RELIGIOSE
: L'ALTABURG,ALTARKNOTTO |
|||
|
A nord di Rotzo due luoghi hanno sempre
suscitato un vivo interesse per le singolari leggende e tradizioni legate
ad essi: l'Altaburg e l'Altaknotto. Dopo le vicende degli abitatori del
Bostel, il loro abbandono di quella località e l'insediamento di
altra gente nella zona, che più tardi prese il nome di Castelletto,
nulla si sa di preciso: siamo ancora nella preistoria. Infatti, non esistono
documenti. Verso il 1000 si comincia ad avere delle chiare notizie storione.
La pianura vicentina, come le valli dell'Astico e del Brenta, era popolata
da genti del nord, residui delle invasioni barbariche che avevano occupato
larga parte dei territori italiani. Questi popoli, in gran parte germanici,
salirono un pò alla volta sui monti dell'Altopiano; vi si insediarono
attratti dalla singolare esposizione al sole e cominciarono a disboscare
e a coltivare il terreno. A loro, in seguito, se ne aggiunsero degli altri
di pura origine tedesca. Col tempo le popolazioni della pianura e delle
vallate perdettero del tutto i segni della loro origine. I montanari dell'Altopiano,
invece, isolati da tutto, rinchiusi nei loro villaggi da monti, vallate,
fiumi e senza, facili vie di comunicazione, privi di un diretto contatto
con altra gente, conservarono molto più a lungo usanze, costumi,
tradizioni, credenze della loro terra di origine. Pagana, quindi la loro
religione. Adoravano un Essere Supremo, creatore e padrone dell'Universo,
Veniva chiamato Odino: guidava il mondo intero insieme con il dio Thor
e la. dea Frea. Quelle antiche popolazioni credevano anche in molti altri
dei e dee. Credevano che tutti questi spiriti abitassero nelle grosse
pietre, nelle grotte, nelle spelonche, sulle colline, sulle alture dei
monti, nelle valli, nelle sorgenti, nei laghi e nei fiumi. Le donne che
sapevano indovinare il futuro e dare dei buoni consigli agli uomini nei
momenti difficili e di grande pericolo, venivano molto stimate e onorate
e, dopo la loro morte, erano considerate come dee. Tra queste donne indovine
la più famosa era la profetessa "Ganna". Nel territorio
del Comune di Rotzo ci sono tuttora ben tre località chiamate "Ganna":
una a Castelletto, una a Rotzo e una ad Albaredo. Questi luoghi e questo
nome ci ricordano con chiarezza. Il particolare culto che le antiche popolazioni
dedicavano a questa dea. La religione di quei lontani antenati proibiva
di costruire templi agli dei. Venivano perciò onorati, adorati
all'aperto, sotto la volta del cielo, il grande tempio della natura. Pertanto
i luoghi scelti per pregare e per fare offerte agli dei erano i boschi
più fitti, le alture, le colline, le cime dei monti, le grosse
pietre sopra i burroni e le valli. In queste località tutto era
sacro: nessuno poteva tagliere nemmeno un ramoscello e tutti dovevano
comportarsi con grande rispetto.Ogni villaggio aveva il suo luogo per
onorare gli dei e qui si radunava la gente per pregare e per offrire doni
e sacrifici alle divinità. La cima dell'Altaburg che si erge a
nord di Rotzo, su uno, scosceso pendio che scende verso la Val d'Astico,
sarà stata dedicata a qualche divinità: forse al genio tutelare
di Rotzo. Altaburg (= antico borgo) significa appunto, nel nostro caso,
antico rifugio, antica abitazione....degli dei.
|
|||
![]() |
Poco lontano dalla cima dell'Altaburg, precisamente a nord-est, c'è tuttora, inviolata, proprio sul ciglio di un dirupo, quasi sospesa tra il cielo e terra, un'enorme pietra che pare precipitare, da un momento all'altro, nel burrone sottostante. Questo enorme masso si chiama, nell'antico linguaggio "cimbro', Altaknotto che significa "antica pietra'. La sua forma assomiglia ad un altare e per questo viene anche chiamata 'Altarknotto' (= altare di pietra) oppure anche 'Eltarle' (= piccolo altare). La tradizione, tramandata fino ai nostri giorni, ci spiega che in quella località di montagna le antiche popola-zioni si radunavano per venerare i loro dei e per offrire sull'altare di pietra i loro doni. | ||
|
Qualche volta venivano sacrificate anche
delle giovani vite umane, secondo le usanze di rito delle terre nordiche
da cui provenivano. Verso il 1000 la religione cristiana, a poco a poco,
si era diffusa da Roma in tutte le regioni italiane. I vescovi predicavano
il Vangelo di Gesù Cristo nei territori più settentrionali
d'Italia e la loro opera di predicazione fu molto difficile nelle zone
di montagna. Quasi certamente le popolazioni dei monti, per l'isolamento
geografico dei loro paesi, furono le ultime a conoscere la religione cristiana.
Non si sa con precisione in quale periodo le genti dell'Altopiano conobbero
e abbracciarono il Cristianesimo. Gli storici ci dicono che probabilmente
la religione di Cristo si diffuse sull'Altopiano poco dopo il 1000.
|
|||
La riscoperta di antiche tradizioni è molto sentita nella società attuale, tanto è vero che anche la Rogazione di Rotzo, ha visto negli anni accrescere sempre di più il numero di partecipanti pur nelle caratteristiche che la differenziano dalla processione ante - guerra. La Rogazione attuale si svolge la domenica di maggio precedente l'Ascensione e vede dopo la S. Messa delle ore 09.00 un momento di preghiera presso la Chiesa Parrocchiale. Poi con spirito raccolto e cordiale, ci si avvia, tra lo squillare festoso delle campane lungo la " vecchia strada del monte" con un altro momento di preghiera presso " La Romita". Una volta ripartiti ci si porta sulla strada Rotzo - Campolongo che si segue fino alla Curva del Telale , dove, dopo la salita ci si ferma a riprendere fiati con un altro momento di preghiera. Il cammino verso la Croce dell'Altaburg prosegue con il canto delle litanie e l'arrivo sospirato in vetta. Qui giunti il parroco invita alla preghiera e infine impartisce la benedizione ai presenti, al paese sottostante e ai molti emigranti che portano sempre Rotzo nel loro cuore. Finito il " momento" religioso ci si ferma in loco per uno spuntino a sacco in attesa di riprendere il cammino che vede concludere la Rogazione con un momento di preghiera presso la Chiesetta di S. Margherita. Durante la Rogazione dell'anno 2001 , a ricordo dell'anno giubilare e nel centenario dell'innalzamento della croce , la Comunità di Rotzo ha posto sulla stessa una lapide a ricordo dell'avvenimento con le doppie scritte in Italiano e Cimbro. |
|||
|
|
|||