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Scrive l'Abate Agostino Dal Pozzo nel
suo secondo libro "Memorie Istoriche dei Sette Comuni vicentini":
"A mezzo la villa di Rotzo avvi una piccola chiesa dedicata a Maria
vergine Assunta in Cielo, fondata e fornita bastevolmente di rendita dal
Sig. Malico Curii l'anno 1619. La tavola dell'altare colle laterali è
opera di Antonio Scajari di Asiago discepolo del celebre Bassano, fatta
l'anno 1618 ch'era stata ordinata dal Vescovo nella visita del 1602. vi
si legge : Ani. Scajarius F. 1618". Il riferimento al Sig. Matteo
Curti fa pensare ad una chiesetta votiva. Le persone più anziane
del paese ne conservano un vivo e caro ricordo che si fa commozione e
pianto quando alla loro memoria affluiscono tanti particolari dei tempi
ormai lontani. Ne ho intervistate alcune e molto precise le notizie raccolte.
La chiesetta è scomparsa dal nostro paese, ma non dalla loro mente.
E' la chiesetta della loro gioventù cui rimangono strettamente
legate ancor oggi. E, parlando, i ricordi si fanno sempre più chiari
ed interessanti e insieme si ricompone una storia. Sorgeva questa antica
chiesetta proprio nel centro di Rotzo capoluogo, esattamente a sinistra
della piazzetta della Madonna Pellegrina. Era molto piccola e la
porta
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d'ingresso era quasi sul ciglio della
strada. Alla destra della facciata, il campanile; due le campanelle
che diffondevano nell'aria i loro rintocchi, ora lieti ed ora mesti
secondo le varie circostanze della vita parrocchiale. All'interno
un modesto arredamento, ma si respirava un'atmosfera di grande fervore.
Nel presbiterio un piccolo altare e alle pareti dell'abside dei
quadri. Per accedervi tre gradini. Nella navata due file di banchi;
stretta la corsia al centro.La S. Messa veniva celebrata ogni tanto.
Però, dopo la prima Guerra Mondiale (1915-1918), per un certo
periodo, ogni giorno, perché la chiesa parrocchiale di S.
Gertrude era stata quasi completamente distrutta.
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Anche il centro del paese era stato gravemente
danneggiato, mentre la chiesetta della Madonna Assunta era stata
miracolosamente risparmiata dai furori della guerra. Era davvero
piccola e, quindi, durante i sacri riti molte persone erano costrette
a restare fuori, sulla strada. E' facile immaginare il disagio
dei fedeli durante i rigidi freddi della stagione invernale. Ma
il fervore religioso riscaldava i cuori di quella buona gente.
Grande devozione a quel tempo! Poveri, ma ricchi di fede. Le persone
anziane ricordano benissimo le funzione religiose celebrate dall'Arciprete
don Francesco Zecchinati e dal cappellano don Giacomo Brandalise.
Ricordano altrettanto bene il S. Rosario nel mese di maggio. Ricordano,
in modo particolare e con una stretta al cuore, il giorno in cui
la chiesetta accolse le salme dei primi caduti di Rotzo (1915)
nella grande guerra: Antonio Costa "Cherle", caduto
sul Carso e i due fratelli Sartori "Sachel". Le bare,
avvolte nel tricolore sono state vegliate durante la notte dalla
gente con grande commozione e pietà. Poi l'occupazione
austriaca del paese per più di due anni. La chiesetta viene
spogliata come tutte le altre chiese dell'Altopiano. Scompare,
quindi, anche la pala della Madonna Assunta. A fine conflitto
viene restituita e consegnata al Comune di Rotzo, ma nei decenni
successivi se ne perde il ricordo. A guerra finita, altre vittime
dell'immane conflitto. Altre salme vengono accolte nella piccola
chiesa: sono gli addetti a far brillare le mine rimaste inesplose
nel territorio di alta montagna del Comune. Compito estremamente
pericoloso e gli artificieri vengono falciati come l'erba nel
prato. Nuovo sangue, nuovi pianti e lacrime. Qui viene celebrato
il 1° funerale dopo la guerra; la mamma della numerosa famiglia
dei "Corsori", Ricostruito il paese, la vita riprende
il suo ritmo normale. Ma ecco un'altra grande guerra; è
il secondo conflitto mondiale. Tragedia su tutti i fronti. E'
una guerra senza frontiere. E guerra anche per le nostre contrade;
e guerra clandestina. Ancora guerra, ancora vittime. Negli ultima
bagliori dell'uragano bellico, aprile 1945, la chiesetta accoglie
le salme straziate di sue nostri giovani: Dal Pozzo Matteo e Stefani
Alfeo. Altra dolorosa pagina della nostra storia ! Il ricordo
di quei tragici giorni si fa vivo anche nelle generazioni più
giovani. E vediamo le due bare, avvolte nel tricolore, là,
nella piccola chiesa. Pietà, commozione e lacrime.
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La Madonna
Pellegrina
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La
Pala della Madonna Assunta
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Negli anni successivi si progetta
di demolire la chiesetta, testimone di tanta storia del nostro paese.
Triste decisione, ma lo impone l'esigenza di allargare la strada.
Però il vescovo condiziona il suo consenso all'impegno da
parte dell'Amministrazione Comunale di erigere un monumento alla
Madonna Pellegrina. Sono gli anni del suo pellegrinare, di paese
in paese, per implorare pace e benedizione. La sorte della chiesetta
è ormai segnata: ma prima che il piccone cominci il suo lavoro
di demolizione, le campanelle diffondono tutto attorno i loro ultimi
ritocchi. Annunciano l'agonia del piccolo luogo sacro. Poi un tonfo
dopo l'altro... il vuoto... il silenzio. E della chiesetta rimane
soltanto un ricordo. Il monumento alla Madonna viene eretto ed ora
il dolce sorriso della vergine ci accompagna nel nostro pellegrinare
terreno e la sua mano benedicente ci consola e protegge. Ave, o
Maria, si sussurra passandole accanto. Nel 1969, nel riordino
degli uffici comunali, viene casualmente ritrovata la pala della
Madonna Assunta asportata dagli Austriaci, come si è precedentemente
ricordato, durante il periodo della loro occupazione di Rotzo. L'opera,
restaurata per iniziativa dell'Amministrazione Comunale, viene collocata
nella Sala Consiliare del Municipio il 13 ottobre 1970. E cosi,
mentre la chiesetta della Madonna Assunta vive solo nel ricordo
delle generazioni più anziane, il famoso quadro, dopo tante
vicende, è in bella mostra nel luogo principale di tutti
i cittadini di Rotzo: è davvero una chiara testimonianza
della nostra storia religiosa e civile.
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