ROTZO un paese da scoprire

 


Peldric e la Regina dell'Altaburg

Un'antica leggenda cimbra, tramandata da nonni a nipoti, che porta fino a noi quel mondo delle favole che forse un tempo esisteva davvero….


Tanti e tanti anni fa, tra gli splendidi boschi dell'Altopiano vivevano moltissimi gnomi, sempre felici ed allegri, con moltissime fate benefiche (le Seileghen Baiblen). La loro regina si chiamava Ostera e viveva in un meraviglioso castello sull'Altaburg, dal quale ogni mattina annunciava il sorgere del nuovo giorno con squilli argentini di tromba. Ridestati dal sonno, gli gnomi e le fate abbandonavano i loro giacigli di vellutato ed odoroso muschio per iniziare il lavoro: con la loro opera, i boschi, i prati e le valli erano un ridente giardino di quiete e di innocenza. Ma un brutto giorno la cattiveria degli uomini rovinò ogni cosa. La causa di tutto fu il desiderio di Peldric, un giovane contadino di Rotzo, di penetrare nel regno di Ostera per conoscerne i misteri. Tentato dalla persuasione di Welusch, uno gnomo cattivo scacciato dal regno di Ostera e perciò desideroso di vendetta, Peldric accettò l'offerta del magico anello delle sette gemme che aveva il potere di renderlo invisibile a tutti. Inoltrandosi nel bosco dell'Altaburg, Peldric osservava meravigliato le bellezze della natura che lo circondava, l'operosità degli gnomi intenti al loro lavoro, le migliaia di fiori variopinti e profumatissimi. Ma la visione più meravigliosa e fantastica si presentò agli occhi stupefatti del giovane quando giunse sulla cima del monte: un castello tutto d'oro e d'argento splendeva come una gemma tra il verde degli abeti! Riavutosi dallo stupore, Peldric varcò la soglia del castello, percorse un cortile lastricato di smeraldi fino a giungere in un salone così luminoso da costringerlo a chiudere gli occhi. Quando li riaprì una nuova sorpresa lo attendeva: seduta su di un trono d'oro tempestato di gemme, Ostera lo guardava sorridente e gli faceva cenno di avvicinarsi. Il magico anello che lo aveva reso invisibile a tutti nulla poteva contro Ostera! La regina, bellissima ed anche molto buona, non fece alcun male al giovane curioso e lo lasciò libero dietro promessa che non avrebbe mai più tentato di ritornare in quel regno incantato. Prima di dargli congedo, la profetessa Ganna gli predisse che, qualora avesse infranto il giuramento, avrebbe avuto una spietata punizione: in seguito ad una terribile paura avrebbe perso il suo indomito coraggio e si sarebbe trasformato in un gigante dal cuore d'agnello e con le ali ai piedi, condannato a vagare per valli e per monti alla ricerca vana di pace. Peldric tornò al suo paese con infinita tristezza, perché il suo cuore era stato ferito d'amore per la bella regina. Ed anche Ostera era stata piacevolmente impressionata da quel giovane bello, biondo e aitante come un dio. Così passarono diversi anni, finchè il maligno Welusch tornò alla carica. Apparve a Peldric che si distruggeva d'amore e di malinconia e che, dopo qualche resistenza, cedette alle lusinghe dello gnomo che gli regalò un nuovo anello magico, più potente del primo. Peldric corse immediatamente da Ostera che lo accolse con gioia e gli promise eterno amore. Così il cattivo Welusch, proseguendo le sue macchinazioni, sparse la voce che Ostera, contro le leggi divine che lo vietavano, si era innamorata di un essere umano e perciò andava punita e scacciata dal suo regno. Malgrado le esortazioni dei saggi ministri e le preghiere di tutti gli gnomi, i due giovani non vollero separarsi e preferirono andare incontro al loro destino. Abbandonando i suoi boschi, Ostera chiese di poter trascorrere quella notte di plenilunio sotto l'antica quercia che segnava il confine tra il regno dell'Altaburg e quello degli Uomini. All'alba, Peldric si svegliò al canto degli uccelli col cuore colmo d'amore per la bella Ostera ancora addormentata: si allontano di qualche passo per raccogliere della frutta per la colazione e subito ritorno verso la quercia per svegliare la sua sposa. Qui una visione spaventosa gli lacerò il cuore, gli fece incanutire i capelli e lo costrinse a lanciare un urlo di disperazione e di paura: gridando e piangendo, con le ali ai piedi, fuggi con la velocità del vento volando verso il destino predetto da Ganna. La visione che aveva tanto spaventato Peldric era quella di una vecchia con il volto solcato da profonde rughe, i capelli bianchi e stopposi, e coperta di stracci. Era Ostera che, svegliatasi e non vedendo Peldric, aveva inavvertitamente varcato la soglia protettrice dell'ombrosa quercia e, avendo messo piede sulla terra degli Uomini, era stata colta da maledizione divina. Ancor oggi in ricordo della bella regina sopravvive nel nome di una rupe che sovrasta Pedescala, l'Osterstula, cioè la Rupe di Ostera.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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