Gli
scavi archeologici del Bostel ci hanno dato la certezza della
presenza di un primordiale centro abitato del periodo paleoveneto
nel comune di Rotzo (il cui significato è scoglio - rupe).
Degli avvenimenti della vita sui nostri monti,purtroppo,non
si hanno notizie nei secoli successivi. Le prime tracce scritte
su Rotzo si hanno,infatti, nell'800. In un documento del 917,
in cui l'imperatore Rodolfo di Borgogna confermava al vescovo
di Padova, Silicone, tutte le donazioni fatte dal re Berengario
nel 912, Rotzo è nominato assieme ai villaggi di Gallio,
Asiago, Albaredo e Roana. Attorno al Mille, tra Rotzo e Castelletto,
è edificata e dedicata a S. Margherita la prima chiesa
dell'Altipiano. Nel 1204 in un incontro avvenuto presso il Prà
della Varda a Cogollo tra i sindaci e i procuratori si delineano
i confini dei comuni di Castelletto, Cogollo, Caltrano, Chiuppano,
Velo e Arsiero. I confini del comune di Castelletto (Rotzo)
comprendevano un territorio che si estendeva fino alle porte
d'Asiago, alla Valsugana e a sud oltre la Valdassa. Nel 1250
abbiamo già notizia della chiesa arcipretale di Rotzo
intitolata a S.Gertrude. Nel 1310 i comuni dell'Altopiano si
costituiscono in federazione: nasce così la Reggenza
dei Sette Comuni. Sul portone del palazzo della Reggenza vi
era scritto in cimbro:
|
"Sleghe
un Lusaan
Ghenebe un Wusche
Ghel, Rotz, Robaan
Dise saint Siben Alte Komeun
Prudere Liben"
|
"
Asiago e Lusiana
Enego
e Foza
Gallio,
Rotzo,Roana
questi
sono i Sette antichi Comuni fratelli cari".
|
Il
primo articolo dello statuto della Reggenza così recitava:
"Il bene del popolo è il bene della Reggenza e il
bene della Reggenza è il bene del popolo" La
storia di Rotzo va di pari passo con quella degli altri comuni
della Reggenza, che sarà abolita solo nel 1807 da Napoleone.
Il 1300 segna la separazione da Rotzo e la formazione di un nuovo
comune da parte di Roana. Il 28 giugno 1578 la frazione di S.Pietro
Valdastico, per effetto del lodo Piovene, entra a far parte del
comune di Rotzo; Pedescala, al contrario, ne aveva fatto parte
da sempre. La scissione dal nostro municipio di queste due frazioni
e la costituzione di un nuovo comune con altri paesi della Valle
avvenne nel 1940.Rimane comune, invece, ancor oggi la gestione
del patrimonio silvo-pastorale attraverso il "Consorzio per
la gestione degli Usi civici Rotzo - S. Pietro e Pedescala".
Nel
1598 il conte Francesco Caldogno, ispettore e poi provveditore
ai confini in terra vicentina, scrive al doge Marino Grimani la
"Relazione delle Alpi vicentine e dei loro passi". In
questo documento si espongono in dettaglio notizie riguardanti
l'Altopiano definito come un corpo, il cui capo è rappresentato
da Asiago e i piedi dai comuni di Rotzo ed Enego.
Di
Rotzo il Caldogno riporta alcune note interessanti:
L'ultimo di essi
Sette Comuni è Rozzo (Rotzo) che, dalla parte di ponente
con i suoi colonnelli di S. Pietro d'Astico e Piè di Scala
tiene il piede nell'Astico; la cui pianura benché non sia
di tanta grandezza e bellezza di sito, come quella degli altri
Sette Comuni, è però miglior di tutti, sì
per la qualità dell'aria, vivendo gli uomini più
lungo tempo che in qualunque altro luogo del Vicentino, essendovene
molti di 80, 90 e più di 100 anni; come ancora per l'ottima
disposizione dei terreni, che producono le più belle e
migliori biade, che per avventura si trovino in qualunque altro
luogo d'Italia, e in molta quantità; sicchè, con
maggior fortuna di tutti gli altri comuni, non solo raccolgono
il viver loro, ma eziandio possano somministrare ad altri. Ed
avendo solo dintorno a 1500 pecore, sebbene con molti pascoli
attendono anco non solamente alla coltura de' loro terreni, ma
al taglio dei boschi ed al transito dei legnami; per l'ordinario
sono assai dinarosi. Le loro case, come quelle degl'altri comuni,
si veggono fabbricate in un piccolo borgo vicino alla chiesa e
sparse, che tutte vanno alla somma di 400 fuochi, e sono 2500
anime ed 850 da fazione. Hanno comodità di fonti, ricevendo
alquanto d'incomodo nello scendere dalla sommità della
montagna nel fondo della Val d'Astico a macinare; e siccome la
gran bontà di quell'aria rende tanto feconde quelle terre,
così gli uomini pajono di natura assai placida, affabile,
come anche sono ben atti e disposti alle fatiche.
Prima
di concludere questi brevi cenni di storia locale non possiamo
tralasciare altre importanti notizie.
Il 23 gennaio 1732 nasce a Castelletto di Rotzo l'abate Agostino
Dal Pozzo, insigne storico dell'Altopiano, indagatore profondo
delle origini e della lingua di queste genti; a lui il merito
della scoperta del villaggio del Bostel.
(per una più completa conoscenza della figura dall'abate
Dal Pozzo e della sua opera si rimanda ad altra pagina di questo
sito). Non
possiamo dimenticare il fenomeno dell'emigrazione che colpì
anche il comune di Rotzo a più riprese sia nell'Ottocento
sia nel secolo successivo, portando molte persone in altri paesi
d'Europa e oltre oceano, in America e in Australia. Altra
esperienza che segnò in modo indelebile Rotzo e gli altri
paesi dell'Altopiano fu la prima Guerra Mondiale, che devastò
tutto il territorio. La popolazione civile nel maggio 1916 fu
costretta al profugato fino al 1919.
Don Sergio Stefani
|