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Anche se il toponimo "Rozo"
e "Rocium" lo si incontra la prima volta solo in atti
dell8 Ottobre 1175 e 6 Aprile 1189, Rotzo pare sia il primo
luogo abitato dei Sette Comuni vicentini. Il 21 Marzo 1250 Ezzelino
III da Romano vi acquistò diversi beni, che una settimana
dopo affidò con atto notarile allamministrazione
dun procuratore (gastaldione) del luogo. Questatto
fu rogato il 27 Marzo 1250 "sub porticali Ecclesiae sancte
Hengeldrude de Rocio": S. Geltrude, la parrocchiale. Quando
fu edificata era di modesta grandezza e aveva un solo altare,
ma nei secoli seguenti venne ampliata più volte e furono
costruiti altri altari. Nel porticato i fedeli venivano protetti
dalla pioggia durante le cerimonie del Battesimo; era anche il
luogo dove venivano fatte le elemosine ai poveri. Il portico serviva
per i pubblici penitenti ai quali non era permesso di entrare
in Chiesa. Per lungo si conservò questo porticato sotto
il quale venivano sepolti i morti. Nel 1571 il Vescovo di
Padova, in occasione di una visita pastorale, proibì queste
sepolture. In seguito, nella necessità di allungare la
Chiesa, il porticato fu assorbito dal sacro edificio.
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Quasi cinquantanni dopo
il 1° documento, nella decima papale del 1297, è nominata
la "ecclesia S.Engueldrude de Rozio", retta dal chierico
Giovanni figlio di Marco, scusato dal pagamento, e indicata come
dipendente dalla pieve di Caltrano insieme con San Giacomo di
Lusiana, le sole due chiese di tutto lAltopiano elencate
in quella decima; probabilmente perché erano le sole due
parrocchiali che allora vi esistessero. E "capella"
della pieve di Caltrano la fanno le visite vescovili del secolo
XV e XVI a cominciare da quella del vescovo Barozzi il 15 Ottobre
1488, che la descrive lunga 12 metri, larga poco meno di 9 e alta
circa 6. I suoi tre altari erano consacrati e quindi molto probabilmente
lo era anche la chiesa. Al suo mantenimento provvedevano gli uomini
del Comune "per collectas secundum estimum impositas",
dice il Barozzi.Di fatto la visita del 6 Ottobre 1563 informa
che ne avevano il diritto di "patronato" il Comune ed
i suoi uomini. Vi rinunciarono a questo diritto solo il 6 Novembre
1945.Il vastissimo territorio della primitiva parrocchia di Rotzo
il 24 Gennaio 1393 perdette quello che venne a costituire le parrocchie
di Canove e Roana e nel 1615 la parrocchia di Pedescala. Chiesa
matrice quindi la parrocchiale di Rotzo, il che spiega come talvolta
sia stata chiamata pieve ed Arciprete sia stato chiamato il suo
rettore. Alla dignità di arcipretale fu elevata ufficialmente
dal vescovo Nicolò Antonio Giustiniani con decreto del
9 Marzo1795
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La chiesa primitiva, descritta
dal Barozzi, più volte restaurata, fu ricostruita dalle
fondamenta con 5 altari dopo il 1761. Mons. Marco Corner, vescovo
di Torcello, che la visitò per incarico del vescovo card.
Sante Veronese il 23 Giugno 1763, la trovò " adhuc
in fabbrica ", ma così avanzata che allindomani
la consacrò. Tredici anni dopo, nella relazione della visita
del vescovo Giustiniani del 27 Giugno 1776 è detta "optime
et eleganter constructa".Durante la I° Guerra Mondiale
1915-1918, venne quasi completamente distrutta ed il campanile
gravemente danneggiato. Gli Austriaci nella "spedizione punitiva"
del 1917 avevano occupato tutta la riviera occidentale dellAltopiano,
quindi anche i centri abitati di Albaredo, Rotzo e Castelletto.
Gli Italiani, dalla parte opposta, al di là della Val dAssa,
tentavano di farli retrocedere ed in questa martellante offensiva
gravissimi furono i danni inferti a tutta la zona e alla chiesa
e al campanile. Chiesa e campanile vennero in seguito ristabiliti
migliori di prima. La chiesa fu ricostruita dal 1925 al 1927 in
stile romanico a croce greca con tre altari. Nel 1927 la chiesa
venne di nuovo riaperta al culto. Sulla facciata si legge: Restaurata
ed ampliata dopo la guerra nellanno1927.Fu consacrata il
21 luglio 1938.Perché la chiesa fu dedicata a Santa Gertrude?
E difficile dare una risposta certa. Lipotesi più
plausibile è che la gente "venuta dal Nord" portò
in questa parte dellAltopiano le sue devozioni e tra queste
anche quella verso questa santa, che nominò Titolare della
nuova Chiesa. Nella facciata della attuale chiesa si legge una
scritta in lingua latina. "A Dio ottimo e massimo in onore
di Santa Gertrude, vergine del Brabante."E interessante
sapere che in provincia di Bolzano un paese si chiama Santa Gertrude
e a Villandro, pur nella stessa provincia, la Chiesa Parrocchiale
è dedicata alla nostra stessa santa patrona.SANTA GERTRUDE
Gertrude di Nivelles (Belgio) era figlia di Pipino il Vecchio
(dalla cui discendenza nacque Carlo Magno) e nacque nel 626. Sua
madre si chiamava Ita e si fece anche lei santa con una vita di
fede, amore e carità. Gertrude era una fanciulla ricca,
ma soprattutto buona, devota e caritatevole. Rifiutò le
nozze con un gran principe per dedicarsi completamente a Dio.
Quando suo padre morì, fondò con la madre un monastero
dove si ritirò con lei per pregare, far penitenza e compiere
il bene. Succede alla madre nel monastero" doppio" da
essa fondato , composto di uomini e donne, ma lascia la gestione
dello stesso ad un frate, con tutti i problemi amministrativi
che comporta e riserva a sé il compito di rendere monaci
e monache meno ignoranti, più motivati nella fede e più
preparati nel divulgarla. Tutto ciò significa soprattutto
studio, in questepoca ignorantissima e superstiziosa, quando
basta uneclisse di luna a terrorizzare le campagne, anche
se sono già in qualche modo- cristiane. Gertrude chiama
dallIrlanda monaci dotti nelle Scritture e manda gente a
Roma per rifornire la comunità di libri liturgici. Si tratta
da un lato di diffondere la dottrina e dallaltro dinsegnare
come e perché si prega. Questa figura così nuova
di donna si trova presto circondata dallaureola di santa,
le si attribuiscono apparizioni e rivelazioni. Gertrude, autorevole
già per nascita e per fama, se ne serve di continuo per
fermare le interminabili guerricciole locali tra famiglie signorili.
Le persuade, le spinge, le "costringe" alla pace. E
la pace vuol dire salvezza per i campagnoli esposti a tutto: saccheggi,
incendi, razzie di ostaggi, violenze alle donne; il tutto seguito
da anni di miserie, oltrechè di topi. Vedere Gertrude riuscire
in queste imprese è per i "senza diritti" la
prova di un suo rapporto privilegiato col Cielo. Quando si stipula
una pace davanti a lei, gli ex nemici si promettono concordia
brindando insieme; e non manca certo il buon vino nelle terre
della Mosella. Ma la gente qualsiasi, riconoscente a lei, dà
a quella bevanda un nome fantasioso: la chiama "filtro di
Santa Gertrude", miracoloso rimedio contro guerra e odio.
Già da viva, la canonizzano a modo loro. Quando poi muore
a soli 33 anni, la venerazione è immediata. Il suo corpo
viene deposto in una cappella che poi diventerà chiesa
e basilica, ingrandita, abbattuta e ricostruita attraverso il
tempo. I suoi resti saranno poi raccolti in un prezioso reliquario
del XIII secolo, destinato esso pure a essere vittima della guerra:
sarà infatti distrutto da un bombardamento nel 1940, insieme
a tante case di Nivelles. Gertrude morì il 17 Marzo 659
e fu sepolta nel suo Monastero.E invocata come patrona degli
ospedali; dei pellegrini e dei viaggiatori; dei poveri e delle
vedove; dei giardinieri; dei frutti dei campi e degli orti; protettrice
contro topi e ratti.
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