ROTZO un paese da scoprire

 


IL BOSTEL

A sud di Castelletto il terreno è variamente e dolcemente ineguale: ampie superfici piane, umide depressioni e una pianeggiante altura: è la collina denominata Bostel o Pustel, prospiciente la Valdassa ad est e la Valdastico ad ovest, che ha costituito un luogo sicuro per l'insediamento per le prime popolazioni, rifugiatesi quassù, provenienti dalla pianura veneta. E' stato il primo luogo abitato dell'Altopiano, perché più facilmente raggiungibile dalle valli ed il primo territorio di questa zona montana disboscato e coltivato. Quei primi abitatori, infatti, avevano scoperto l'agricoltura, la praticavano con profitto, pur non abbandonando la caccia. La posizione di questa collina offriva loro le migliori condizioni di vita: una posizione davvero ideale per la loro sussistenza e per la loro difesa in quanto la località assicurava, nello stesso tempo, la possibilità di tenere sotto osservazione tutto il territorio circostante, sull'Altopiano e nelle valli. Abitavano in abituri sottoterra per ripararsi dal freddo ed anche per sfuggire all'attenzione di qualche eventuale nemico.Con il passare del tempo, dei secoli, dei millenni scomparve ogni traccia di questo primo insediamento umano: pareva proprio scomparsa per sempre! La verde collina del Bostel, invece, nascondeva gelosamente, nel segreto della sua terra, nel sottosuolo, il suo tesoro archeologico. Nasce quindi spontanea la domanda: quando e da chi fu scoperto questo tesoro, il famoso villaggio del Bostel? Nel 1739 alcuni contadini, mentre stavano lavorando nei campi che coprono la collina, si accorsero che l'aratro sollevava ogni tanto, delle grosse pietre; osservarono, inoltre, che dei frammenti di vasi di terracotta e delle ossa apparivano in superficie insieme con le zolle di terra.  Sorpresa e stupore e questi reperti fecero subito pensare che in quel luogo vi fossero state in un tempo molto lontano delle primitive dimore: un vero e proprio insediamento umano. Lo spiegava anche lo stesso nome di quella località. Infatti la parola "Bostel" o "Pustel", nella lingua parlata dalle antiche genti dell'Altopiano, vuoi dire: "luogo sicuro", "stalla nascosta", "ripostiglio".Lo stesso nome della strada vicinale che congiunge Rotzo a Castelletto attraverso la campagna ci richiama questo antico "luogo sicuro": "Kuvalacher Welle" significa appunto "andare verso il villaggio nascosto", cioè verso il luogo sicuro del Bostel. Si cominciò allora a scavare con grande interesse e curiosità. Si scoprirono sotto terra, alla profondità di un metro o di un metro e mezzo, più di quaranta casette, tutte costruite a muro secco, separate l'una dall'altra e formate da una sola stanza con un'unica apertura verso ovest: la porta. Nel mezzo del pavimento d'ogni singola casetta c'era una buca circolare che serviva forse per cuocere i cibi oppure per raccogliere l'acqua piovana. Si trovò una grande quantità di rottami di varia specie: vasi di terracotta, ossa, molte corna di cervo lavorate. Si trovarono degli oggetti di ferro: martelli, succhielli, medaglie, spille, fibbie, grossi ganci, pezzi di spada. Inoltre si trovarono delle piccole statue di bronzo, pezzi di piombo, molti utensili, diverse monete di rame e d'argento. Furono scoperte anche due tombe: racchiudevano ossa umane e vari oggetti appartenenti alle persone sepolte. Questo antichissimo villaggio ad un certo momento venne abbandonato, forse perché era troppo esposto ai venti e lontano dall'acqua, oppure perché incendiato da qualche nemico. Dove si trasferirono i poveri abitanti del Bostel? Forse si stabilirono direttamente a nord della loro collina: si sistemarono, cioè, nel luogo dove c'era l'acqua. Qui costruirono le loro abitazioni all'antica maniera, cioè sotto terra per difendersi meglio dal freddo e da ogni pericolo. Furono le prime case di Castelletto. Anni fa, scavando ai piedi del Castel, cioè della collina che si trova ad ovest di Castelletto, vennero scoperte delle casette costruite proprio come quelle del Bostel. Dopo il 1781 altri scavi vennero fatti sulla collina del Bostel: gli ultimi risalgono all'ottobre del 1969. Furono scoperte tre casette e trovati diversi oggetti: un bel vaso di terracotta, due chiavi molto interessanti, degli spilli, delle palline di vetro colorato e qualche fibbia. I reperti vennero portati nel museo di Este (Padova) ove sono conservati molti altri oggetti delle antiche popolazioni venete. Vivissimo l'interesse suscitato da questi ultimi scavi: i cittadini di Rotzo, unitamente a molti abitanti dell'Altopiano e zone limitrofe li hanno seguiti con viva passione. Una vera curiosità archeologica. E nel ritorno più di uno ha portato con sé qualche ricordo di quei cimeli: un pezzetto di carbone, un osso, una perla di vetro...Un "souvenir" che lega le famiglie di oggi a quell'antica popolazione. E non mancano delle documentazioni fotografiche che testimoniano la ricchezza del sottosuolo del Bostel, ancora una volta ricoperto perché possa custodire indisturbato il suo tesoro.

Copyright © 2001 Slaviero Bruno & Ferraresi Massimo. Tutti diritti riservati.





 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

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